venerdì 11 febbraio 2011

UN EURO PER OGNI BIGLIETTO DI CINEMA ????

CINEMA: DA LUGLIO TASSA DI 1 EURO SUI BIGLIETTI
I CONSUMATORI: UNA FOLLIA. RICORSO AL TAR E SCIOPERO DEGLI SPETTATORI


Una decisione folle che danneggia i cittadini italiani e gli appassionati di cinema, e che avrà ripercussioni negative per gli stessi esercenti cinematografici.
Così le associazioni aderenti a Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazione Consumatori) commentano il provvedimento contenuto nel decreto Milleproroghe che da luglio imporrà agli spettatori il pagamento di una tassa pari a 1 euro a biglietto.
"Si tratta di una vera e propria stangata per le tasche dei cittadini - afferma Casper - Già oggi i cinema italiani sono tra i più cari del mondo, e il costo medio di un biglietto è pari a 7,50/8,00 euro, mentre per le visioni di film in 3D può arrivare a 12 euro. Se approvato il provvedimento del Governo, un biglietto arriverà a costare 9 euro, 13 euro per i film in 3D”.
"Si tratta di prezzi improponibili, che avranno come effetto quello di tenere i cittadini lontani dalle sale cinematografiche, con enorme danno per gli stessi esercenti. Per tale motivo, se non verrà ritirato il provvedimento, presenteremo ricorso al Tar e avvieremo iniziative di protesta tra cui lo sciopero degli spettatori” – concludono le 4 sigle.

martedì 8 febbraio 2011

Toscana: intesa tra Uncem e Corecom su conciliazioni

Velocita' di intervento, pari opportunita' di accesso territoriale. Questi gli obiettivi del protocollo d'intesa siglato a dicembre 2010 tra Corecom della Toscana (Comitato regionale per le comunicazioni) e Uncem Toscana (Unione nazionale comuni e comunita' enti montani), presentato oggi a Firenze. Un protocollo che mira a rendere accessibile il servizio di conciliazione delle controversie tra cittadini e operatori delle telecomunicazioni anche a coloro che risiedono in zone distanti e disagiate rispetto a Firenze. Un servizio che l'Authority fornisce a titolo gratuito (non e' cosi' per altri enti) e che dal 2004 ad oggi ha fatto registrare un incremento del 100 per cento di crescita delle istanze ogni anno (nel 2004 erano 217, nel 2010 sono 4075). ''Garantire pari accessibilita' territoriale e' lo scopo principale dell'accordo siglato'' ha detto il presidente del Corecom Marino Livolsi. ''Siamo particolarmente soddisfatti di questa intesa con Uncem perche' offrira' un servizio di videoconferenza ai residenti nelle aree montane evitando loro costosi e lunghi viaggi nel capoluogo''. ''Crediamo - ha continuato Livolsi - che questa opportunita' fara' lievitare ulteriormente il numero delle domande di conciliazione. Spesso, infatti, si rinuncia ad aprire un contenzioso proprio per la difficolta' di raggiungere la sede fiorentina''.

Fonte: Conciliatel.it

lunedì 7 febbraio 2011

ART. 41 COSTITUZIONE: RICONOSCERE ESPRESSAMENTE LA FIGURA DEL CONSUMATORE

“Iscrivere ‘formalmente’ nella Costituzione la protezione dei consumatori”. E’ quanto chiede Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando il dibattito in atto sulla possibile modifica dell’articolo 41 della nostra Costituzione e ribadendo la proposta di riformularlo nella prospettiva di un espresso riconoscimento della figura del consumatore.

“L’osservazione del mercato -spiega Dona- dimostra che non sempre i consumatori sono tenuti nella giusta considerazione: i processi di liberalizzazione sono ancora osteggiati; le Autorità di controllo faticano ad esercitare con continuità la loro funzione di deterrenza nei confronti dei comportamenti scorretti; l’accesso alla giustizia, anche tramite l’azione di classe, è esageratamente difficoltoso per le liti di consumo”.

“In questo contesto -prosegue il Segretario generale dell’UNC- il consumatore rischia di trovarsi esposto agli inganni del mercato, anche per la scarsa cultura dei propri diritti. Ecco perché, secondo la nostra Unione Consumatori, tra le priorità della futura azione di governo non potrà mancare un serio investimento nell’educazione al consumo dei nostri cittadini, a partire dalla scuola”.

“Ed ecco perché -conclude Dona- iscrivere i diritti del consumatore nel 2° comma dell’art. 41 della Costituzione Repubblicana rappresenterebbe un primo importante passo per garantire libertà di impresa nel rispetto dei cittadini”.

venerdì 4 febbraio 2011

La contraffazione ed il consumatore

Il consumatore è vittima o complice della contraffazione? La risposta non è affatto scontata, perché se nel campo della contraffazione di prodotti alimentari e cosmetici il consumatore è indifeso e si trova nella situazione di vittima inconsapevole di un fenomeno difficile da controllare, altre volte - è il caso tipico della falsa borsa Vuitton acquistata sulla bancarella - è perfettamente consapevole che sta acquistando un falso, perché una vera griffe è fuori dalla portata delle sue tasche.

Attenzione però. Alla domanda telefonica: "Hai mai comprato un prodotto contraffatto?", effettuata nell'ambito di un sondaggio sulla contraffazione in corso d'opera da parte di Assoutenti, la risposta è stata: "click". Quasi tutti hanno chiuso il telefono. Dai risultati del pretest è emerso che nessuno degli intervistati affermava di aver acquistato prodotti contraffatti. Il questionario è stato modificato: "In Italia - ha detto Mario Finzi, presidente Assoutenti - il 15% delle persone ammette e racconta la sua esperienza di contraffazione. Al cittadino serve chiarire cosa è vietato acquistare, cosa si può acquistare, cosa non è sicuro acquistare". A fare il punto sulla situazione, il seminario organizzato oggi a Roma dal Ministero dello Sviluppo Economico insieme a otto Associazioni di Consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Codici, Federconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino) sul tema "La contraffazione: il consumatore vittima o complice?".

I presenti al convegno hanno analizzato tutte le facce della contraffazione, un fenomeno sempre più diffuso che riguarda ormai tutti gli oggetti della vita quotidiana: abbigliamento, giocattoli, farmaci, cosmetici, alimentari, elettrodomestici, ricambi auto, borse e via aggiungendo alla lista. Il seminario è stato occasione per lanciare la campagna informativa "Io non voglio il falso", promossa dal Dipartimento per l'impresa e l'internazionalizzazione - Direzione generale per la lotta alla contraffazione - Ufficio Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con le otto Associazioni di Consumatori che hanno preso parte alla tavola rotonda. Obiettivo, sensibilizzare i consumatori sull'illegalità della contraffazione e sulla pericoli per la salute che spesso derivano da oggetti contraffatti.

La contraffazione è dunque un fenomeno complesso, rappresenta ormai "una economia parallela", ha visto una crescita esponenziale e si è legata a fenomeni di criminalità, ma vede anche un aumento della domanda di prodotti falsi, nella quale - ha argomentato il segretario nazionale Adiconsum Pietro Giordano - c'è spesso "una complicità più o meno consapevole del consumatore". Un fenomeno che (Carlo Pileri, presidente Adoc) si incrocia con i cambiamenti del modello produttivo sempre più delocalizzato, che crea "fenomeni di ambiguità" per prodotti derivanti dall'assemblaggio di componenti "internazionali", e si lega a uno "squilibrio del mercato" fra il valore intrinseco del prodotto (il materiale con cui la borsa è fatta) e il valore virtuale attribuito al marchio (la griffe). La contraffazione è un fenomeno (Rita Battaglia, vicepresidente Federconsumatori) che produce un danno collettivo (dalle false fatturazioni al riciclaggio), un danno sociale (lavoro nero), un danno morale - "si trasmette nella coscienza del consumatore l'inquinamento del concetto di legalità". C'è poi il fenomeno della contraffazione dei farmaci, dove (Ivano Giacomelli, segretario nazionale Codici) va riconosciuto che "non si sa quanto il farmaco terapeutico contraffatto incida nel mercato globale", e nel quale i farmaci più contraffatti sono quelli legati alla sfera sessuale e a quella sportiva, un "traffico ad alta redditività" alimentato soprattutto via internet.

Attenzione al consumatore, però, perché spesso si trova nella situazione di vittima della contraffazione. Accade nel settore alimentare, accade nel settore dei cosmetici. "Nel settore alimentare - ha detto Silvia Biasotto, responsabile del Dipartimento Sicurezza Alimentare di MDC - il consumatore è quasi sempre una vittima. Ed è uno dei consumatori più indifesi", perché "è difficile riconoscere un prodotto alimentare contraffatto, almeno in Italia". Si tratta di "un business che vale oro", ha spiegato Biasotto citando i dati del Rapporto Italia a Tavola realizzato da MDC insieme a Legambiente: nel 2009, l'Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari ha effettuato sequestri per circa 20 milioni di euro, dei quali 9 milioni riguardavano vini DOC, DOCG e IGT. I vini più contraffatti: Nero d'Avola, Pinot Grigio Veneto IGT e Amarone. Per non parlare dei sequestri di prosciutto di Parma e Parmigiano Reggiano, fatti dai Carabinieri delle Politiche Agricole a partire dai sequestri di bobine e marchi per la contraffazione del prodotto.

"Il problema più grande - ha aggiunto però Biasotto - è l'estero con il fenomeno dell'Italian Sounding". È un mercato dai numeri enormi - l'Eurispes parla di 62 miliardi di euro nel 2009 - nel quale il 40% dei prodotti è venduto negli Stati Uniti e in Canada, e nel quale conta più di tutto e sopra di tutto "l'evocazione dell'italianità". Sostiene Biasotto: "Il consumatore difficilmente si può tutelare: un'indicazione può essere rappresentata dal prezzo, ma servono tecnologie e controlli. E all'estero la nostra qualità è un grande strumento di marketing ma non ha reale tutela".

E i cosmetici? Una ricerca in corso da parte del Movimento Consumatorisu mercatini di Roma, Milano, Bari, Palermo e Venezia ha evidenziato la vendita sottocosto di prodotti cosmetici di grandi marchi: il dubbio è che siano prodotti contraffatti, ma le stesse aziende interpellate non sono state in grado di rispondere sulla veridicità dei prodotti sulla base del solo packaging o del lotto di produzione, tanto che stanno effettuando delle specifiche analisi. "In periodo di crisi - ha detto Rossella Miracapillo, segretario generale Movimento Consumatori - il mercato della cosmesi non conosce flessioni. E dove c'è un grande interesse economico c'è anche interesse alla contraffazione", che in questo settore si dispiega attraverso l'imitazione del prodotto e del packaging e attraverso una importazione parallela. Secondo dati Unipro, ha detto Miracapillo, nel 2008 su 8700 milioni di euro di prodotti, 120 milioni erano di prodotti contraffatti, e di questi 85 milioni di profumi. "Ma è un dato determinato dai sequestri alle frontiere", quindi sottostimato.

Miracapillo ha ricordato il caso eclatante, esploso sulla stampa qualche anno fa, del falso dentifricio Colgate: "Nel settore della cosmesi e in quello dei farmaci il consumatore è vittima inconsapevole di questi fenomeni", ha detto Miracapillo, sottolineando che le analisi fatte su tali tipologie di prodotti hanno evidenziato la presenza di sostanze cancerogene e allergizzanti con concentrazioni anche duemila volta superiori a quelle consentite. Il cittadino può comunque cercare di tutelarsi. Anche se riconoscere un prodotto contraffatto può essere difficile, alcuni segnali portano su questa via: un prezzo troppo basso, l'assenza di etichette con l'origine, gli ingredienti, il sito di produzione, la presenza di indicazioni in etichetta scritte in lingua straniera.

Per il resto, emerge una consapevolezza su tutte: la contraffazione è senza frontiere e ha mille facce, ma spesso il risparmio in denaro si traduce in rischio per la salute.


di Sabrina Bergamini

2011 - redattore: BS

giovedì 3 febbraio 2011

GRANDE FRATELLO: ECCO LA PROCEDURA PER IL RIMBORSO DEL TELEVOTO

“Molti spettatori sono ancora in attesa dei rimborsi relativi ai diversi televoti annullati nelle ultime settimane e riguardanti il programma Grande Fratello”. E’ quanto si legge in una nota dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), secondo la quale hanno diritto alla restituzione tutti coloro che hanno espresso il loro voto:

- dal 27 dicembre 2010 al 3 gennaio 2011 (voti espressi pro/contro la riammissione di Massimo Scattarella);

- dal 4 gennaio 2011 all’8 gennaio 2011 (voti espressi per la nomination tra Pietro Titone, Olivia Lechner e Giuliano Cimetti);

- dal 24 gennaio 2011 al 27 gennaio 2011 (voti espressi per la nomination tra Nathan Lelli, Roberto Manfredini e Biagio D’Anelli).

Per facilitare le operazioni, l’Unione Nazionale Consumatori mette a disposizione degli utenti un modulo da inviare a Mediaset ed Endemol per richiedere la prova dell’avvenuto rimborso (scaricare da www.consumatori.it ).

MODULI per l'iscrizione al Pubblico Registro delle Opposizioni

Presso la sede del Centro d'ascolto dello scrivente Comitato - aperta al pubblico ogni giorno feriale dalle 17.30 circa alle 19 e la mattina del mercoledì dalle 10 alle 11.45 - sono disponibili i MODULI per l'iscrizione - sia tramite fax che e-mail ed ovviamente servizio postale - al Pubblico Registro delle Opposizioni da parte degli abbonati alle varie società telefoniche e di cui all'art.1 comma 1 lett.b) del DPR 7 Settembre 2010 n°178, provvedimento con cui è stata - finalmente !...- data possibilità agli utenti telefonici di evitare il fastidio delle offerte commerciali a mezzo telefono e, sopratutto FAX.
Nel darne comunicazione esprimiamo il maggior consenso ad un provvedimento di cui l'utenza ne sentiva necessità, anche ad evitare inutile spreco di carta ed inchiostro nonchè frequenti e spiacevoli malintesi!...
Chi fosse interessato potrà passare e ritirarne gratuitamente copia.

UPDATE: sul sito www.consumatoricremona.it è disponibile il modulo e le istruzione su dove mandarlo. Clicca qui per andare alla pagina.

martedì 1 febbraio 2011

GRANDE FRATELLO: SEMPRE PIU’ IN BASSO!

"Credevamo che si fosse toccato il fondo, prima di vedere l'ultima puntata del Grande Fratello". É quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), stigmatizzando la bestemmia pronunciata in prima serata da Nando Colelli, concorrente del programma eliminato qualche settimana fa e ieri presente nella diretta televisiva dagli studi di Cinecittà.

"Ormai -prosegue l'avv. Dona- pur di fare ascolti, non si risparmiano risse e scazzottate all'ora di cena, con buona pace del regolamento e, soprattutto, di chi guarda da casa: il rispetto per il pubblico é ai minimi storici".

"Come se ciò non bastasse, ieri il programma ha introdotto una brillante novità: é stato lanciato un inedito televoto d'opinione, una specie di sondaggio, nuovo stratagemma escogitato per derubare i telespettatori da casa".

"Per quest'anno -incalza Dona- i telespettatori ne hanno dovute sopportare davvero troppe, mentre l'unico annuncio serio, quello dei rimborsi per i televoti annullati, é ancora avvolto nel mistero: alla nostra richiesta di chiarimenti, Mediaset ed Endemol non hanno ancora risposto".

Dona conclude amaramente: "non ci resta che lanciare un televoto: secondo voi i rimborsi dove sono finiti?"