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martedì 27 marzo 2012

PASQUA - Scegliamo solo le colombe autentiche

“Non tutte le colombe sono autentiche, scegliamo con cura cosa mettiamo sulle nostre tavole durante il periodo pasquale". E' quanto dichiara Agostino Macrì, responsabile sicurezza alimentare dell'Unione Nazionale Consumatori (UNC), in prossimità delle imminenti festività.

"Il decreto ministeriale 22 luglio 2005 -spiega Macrì- ha stabilito che la denominazione ‘colomba’ è riservata al ‘prodotto dolciario da forno a pasta morbida’ che non contiene grassi idrogenati e altri ingredienti scadenti ed economici con i quali talvolta si sostituisce il più costoso burro; inoltre deve avere una glassatura in superficie e una decorazione composta da granella di zucchero e almeno il 2% di mandorle".

"Le uova utilizzate -prosegue il Prof. Macrì- devono garantire non meno del 4% di tuorlo e devono essere di categoria A (quelle fresche), scorze di agrumi e canditi devono essere presenti in quantità non inferiore al 15% e il burro dev’essere presente almeno al 16%”.

“Tutte queste informazioni -aggiunge il responsabile per la sicurezza alimentare dell'UNC- devono essere riportate in etichetta e il prodotto che non rispetta queste regole non può chiamarsi 'colomba pasquale' ma deve adottare denominazioni alternative come ad esempio ‘dolce pasquale’ ".

"Nel ricordare di conservare le colombe in luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore -conclude Agostino Macrì- non resta che augurare a tutti buona degustazione!”.

Fonte: www.consumatori.it

lunedì 26 marzo 2012

UOVA DI PASQUA - Evitiamo le brutte sorprese

“Occhio alle sorprese contenute nell’uovo di Pasqua che talvolta possono rappresentare un pericolo per i bambini”. E’ quanto dichiara Sonia Galardo, capo ufficio stampa dell'Unione Nazionale Consumatori (UNC), in vista delle festività pasquali.

“Affinché l’apertura delle uova di cioccolato, una delle tradizioni più attese dai più piccoli, non riservi 'brutte sorprese' -spiega la dott.ssa Galardo- prima di procedere all’acquisto è bene sempre controllare che l’etichetta riferita alla sorpresa riporti il marchio CE, che indica la conformità alle norme europee, e la fascia di età per cui il giocattolo è stato ideato”.

Il rischio -prosegue Sonia Galardo- è infatti che i giocattoli siano costituiti da una serie di parti che possono staccarsi e venire facilmente ingerite o inalate dai più piccoli. Inoltre, i materiali che compongono queste sorprese talvolta non risultano essere conformi alle norme stabilite dall’Unione Europea sulla sicurezza e possono essere tossici o facilmente infiammabili”.

“Una volta aperto l’uovo -continua il capo ufficio stampa dell'UNC- è bene verificare che sull’imballaggio del giocattolo siano riportate le informazioni relative all’indirizzo del fabbricante, importatore o distributore in modo da poterlo contattare in caso di problemi".

"Infine, un'ulteriore garanzia di sicurezza è data dalla presenza di marchi volontari come 'Giocattoli sicuri' rilasciato dall'Istituto Italiano Sicurezza Giocattoli che assicura l'avvenuta certificazione in laboratorio. Seguendo questi accorgimenti -conclude Sonia Galardo- si potrà far godere i bambini dell'uovo di Pasqua, senza che venga messa a repentaglio la loro sicurezza!"


Fonte: Consumatori.it
Autore: Sonia Gallardo

martedì 24 gennaio 2012

BLOCCO DEI TIR - Dal fruttivendolo come in gioielleria!

“I consumatori non devono pagare per la protesta, seppur legittima, degli autotrasportatori”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), riferendosi al blocco dei tir che sta paralizzando l’Italia.

“Il trasporto delle merci nel nostro Paese -ricorda Dona- avviene quasi completamente su gomma mediante camion attrezzati con celle frigorifere o comunque in modo tale da garantire il mantenimento di buone condizioni di commestibilità per tempi ragionevoli. Le attuali agitazioni dei camionisti hanno di fatto bloccato parte del flusso delle derrate alimentari verso le strutture commerciali e la prima conseguenza è quella di una rarefazione degli alimenti in vendita. Se il blocco si protrae per lungo tempo -prosegue il Segretario generale- potrebbe esserci il rischio che alcuni alimenti freschi si guastino e quindi finiscano nella spazzatura”.

“Un altro problema -aggiunge Agostino Macrì, esperto per la sicurezza alimentare dell’ UNC- riguarda la produzione primaria agricola e zootecnica che non può essere arrestata (pensiamo alla produzione delle uova o del latte o alla maturazione della verdura) per cui si corre il rischio di un accumulo non facilmente gestibile nei luoghi di produzione. Peraltro questo problema riguarda soltanto i produttori nazionali perché quelli esteri possono spostare i loro prodotti verso altri mercati. Le stesse aziende alimentari -afferma Macrì- avranno dei problemi sia perché non possono smaltire le loro produzioni attuali, sia perché a lungo andare non avranno materie prime da lavorare”.

“I disagi riguarderanno anche i consumatori -sostiene Dona- non solo, infatti, alcune verdure come le zucchine e i pomodori provenienti dalla Sicilia sono già introvabili, ma il timore è che, una volta ripristinato il sistema, si aggiungano le speculazioni con i prezzi di frutta e verdura che arriveranno alle stelle”.

“Oltre ad appellarci alla correttezza dei negozianti e al senso di responsabilità dei camionisti che non prolunghino più del necessario la protesta -conclude Macrì- consigliamo ai cittadini di preferire i cibi prodotti nei luoghi vicini ed evitare accaparramenti di alimenti che potrebbero andare a male”.

Fonte: www.consumatori.it

mercoledì 11 gennaio 2012

Mozzarelle blu

La comparsa della colorazione blu delle mozzarelle è un fenomeno che si verifica in modo episodico e che desta allarme nei consumatori. I formaggi, nella maggior parte dei casi, prima di essere consumati, subiscono un processo di stagionatura che avviene grazie all’azione di microrganismi che trasformano lentamente alcuni costituenti del latte migliorandone la caratteristiche organolettiche e consentendone una conservazione per tempi prolungati.

Alcuni formaggi, come la mozzarella, vengono consumati freschi e non subiscono nessun processo di maturazione. Ovviamente non si tratta di prodotti sterili, ma in essi si trovano molti microrganismi, come i lattobacilli, che una volta ingeriti, possono anche avere una azione “probiotica” e quindi essere utili al nostro organismo. E’ importante che nella caseificazione vengano rispettate rigorose norme igieniche tali da impedire che nei formaggi siano presenti microrganismi potenzialmente dannosi per la salute dei consumatori. Fortunatamente, grazie anche ad una buona organizzazione dei caseifici, i casi di formaggi contaminati sono rari.

In modo saltuario si verifica il fenomeno delle “mozzarelle blu” cosi chiamato perché all’apertura della confezione i formaggi assumono una colorazione bluastra che ovviamente desta preoccupazione. Il fenomeno è dovuto alla presenza di microrganismi che sviluppandosi producono dei pigmenti di colore blu. Il fenomeno non è visibile nelle mozzarelle molto fresche, ma si manifesta dopo qualche giorno di conservazione. Questi microrganismi, ed in particolare lo Pseudomonas fluorescens, sono piuttosto diffusi nell’ambiente, per cui in condizioni igieniche non ottimali possono essere presenti anche nel formaggio. Si tratta comunque di microrganismi ritenuti privi di patogenicità per l’uomo e quindi i formaggi che ne fossero contaminati, non sono pericolosi per i consumatori e la colorazione blu è comunque un segno di un sistema di produzione che presenta delle anomalie ed anche di un sistema di conservazione non del tutto adeguato. Un aspetto da tenere in considerazione è che molto del latte bovino impiegato per la produzione delle mozzarelle è di importazione. La contaminazione quindi potrebbe essere all’origine ed accentuarsi durante il trasporto per cui il rischio di colorazioni anomale è maggiore. Il fenomeno delle colorazioni anomale sembra essere privo di pericoli per i consumatori, ma questo fatto non è sufficiente per considerare commestibili le mozzarelle blu.

Si raccomanda quindi di acquistare e consumare prodotti prima della data di scadenza e, nel caso della verifica di anomalie al momento dell’apertura delle confezioni, di segnalarle sia ai rivenditori che alle autorità di controllo ed in particolare ai Servizi di Prevenzione della ASL di competenza. Nel caso di eventuali contestazioni è importante mettere a disposizione anche la confezione in cui è riportata la data di scadenza e, se possibile, conservare lo scontrino di acquisto. Per il latte ed i prodotti derivati non esiste l’obbligo di etichettarne la provenienza, ma risalendo ai caseifici, tramite la documentazione di trasporto del latte utilizzato, è possibile sapere con sufficiente esattezza l’origine geografica. La segnalazione di anomalie nei prodotti finiti è molto utile ai fini preventivi in quanto consente di individuare eventuali punti critici nelle filiera di produzione e di eliminarli.

Roma, 9 gennaio 2012

Dal Blog www.sicurezzalimentare.it dell'Unione Nazionale Consumatori

venerdì 30 dicembre 2011

Capodanno: come scegliere cotechino e zampone e come scegliere e conservare lo spumante

Zampone e Cotechino

Da Nord al Sud del Paese ogni regione ha la sua tradizione culinaria, ma zampone e cotechino rimangono i principi delle tavole di Capodanno di tutta Italia. Scegliere un prodotto di qualità non è mai facile, nonostante etichette sempre più precise e marchi di qualità stabiliti per legge.

La prima difficoltà i consumatori la affrontano nel distinguere un insaccato piuttosto che un altro. Ricordiamo che tecnicamente la differenza sta nel fatto che il cotechino è racchiuso in un budello naturale e artificiale mentre lo zampone è insaccato nella pelle del piede del maiale. In entrambi i casi è sempre bene leggere le etichette che devono riportare la denominazione, gli ingredienti e la provenienza geografica.

Non dimentichiamo infine che si tratta di alimenti calorici di cui non bisogna abusare, soprattutto in questo periodo quando pranzi e cene sono già molto abbondanti.

Autore: Agostino Macrì

Spumante
“Festeggiare brindando con prodotti di qualità e se possibile italiani, a cominciare dallo spumante, vero fiore all’occhiello della produzione nostrana”. E’ quanto suggerisce Agostino Macrì, responsabile per la sicurezza alimentare dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), in vista dei festeggiamenti di fine anno.
“Prediligere il made in Italy e gli spumanti tipici locali -spiega Macrì- garantisce la possibilità di portare a tavola prodotti eccellenti a costi contenuti, specie in un periodo di crisi in cui si fa ancora più forte l’esigenza di acquistare adottando la migliore soluzione in termini di prezzo-qualità. A tal proposito -prosegue il professor Macrì- è importante ricordare di scegliere spumanti a fermentazione naturale in luogo di vini ‘gassificati’, ai quali viene aggiunta anidride carbonica al termine del processo di lavorazione proprio per permettere di ‘stappare’ la bottiglia per il brindisi; bisogna inoltre prestare particolare attenzione alle etichette, non sempre di facile lettura e alle volte scritte in francese anche se si tratta di prodotti italiani”.
“Per quanto riguarda le modalità di conservazione -aggiunge Agostino Macrì- è opportuno non tenere lo spumante troppo a lungo nel frigorifero ed evitare di conservarlo nel congelatore. Qualora si avesse poi la necessità di conservare il prodotto per un periodo prolungato, bisogna avere cura di tenerlo lontano dalla luce e da fonti di calore al fine di preservare il gusto del prodotto. E’ infine importante -conclude Macrì- tenere le bottiglie ad una temperatura non superiore ai 15 gradi e in posizione orizzontale, così che il tappo sia mantenuto umido e trattenga l’anidride carbonica, lasciando inalterato il gusto”.

Fonte : www.consumatori.it

lunedì 19 dicembre 2011

Panettone e pandoro: come scegliere quelli tipici

Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, scatta, come di consueto, la corsa all’acquisto dei dolci tipici, con Panettone e Pandoro in cima alla lista che si sfidano a colpi di uvetta e aroma di vaniglia in una gustosissima “battaglia culinaria” finalizzata ad ottenere il primato sulle tavole degli italiani.

Ma se ci venisse chiesto di riconoscere un Pandoro e un Panettone tipici, distinguendoli, a colpo d’occhio, da verosimiglianti imitazioni, quanti di noi ne sarebbero davvero in grado? Probabilmente per i più si tratterebbe di un’ardua impresa, considerando anche che il “dolce taroccato” talvolta può essere così simile a quello tradizionale da rendere estremamente difficile cogliere, almeno a prima vista, le importanti differenze.

Proprio per aiutare i consumatori nella scelta dei “veri” Panettone e Pandoro, è stata emanata una specifica normativa: si tratta del decreto ministeriale del 22 luglio 2005 (adottato congiuntamente dagli allora Ministero delle Attività Produttive e Ministero delle Politiche Agricole e Forestali) che ha stabilito con precisione caratteristiche e composizione di questi prodotti, assegnando loro quella che può essere definita una vera e propria carta d’identità.

Entrando nel cuore della normativa, ecco allora, ad esempio, che le denominazioni di Panettone, Pandoro sono riservate ai prodotti che contengono obbligatoriamente burro e uova fresche e che sono fatti di pasta morbida ottenuta con lievitazione naturale.

Oltre agli ingredienti obbligatori, il decreto stabilisce che il produttore ne può aggiungere di facoltativi (anch’essi indicati dalla legge) i quali dovranno però essere dichiarati in etichetta. Se poi si tratta di versioni “speciali e arricchite” (vale a dire con farciture, glassature o decorazioni) dovranno ad ogni modo contenere almeno il 50% dell’impasto base.

Ogni variazione rispetto alla versione “classica” dovrà inoltre essere riportata in etichetta accanto alla denominazione riservata, così che il consumatore potrà facilmente comprendere quali sono le reali caratteristiche del prodotto e scegliere consapevolmente prima di acquistarlo: si pensi ad indicazioni del tipo “Pandoro con gocce di cioccolato farcito alla crema”. Il decreto stabilisce inoltre che i prodotti non conformi alle disposizioni indicate possono essere sì commercializzati, ma non possono fregiarsi delle denominazioni riservate. In questi casi i produttori dovranno piuttosto affidarsi a nomi di fantasia: ad esempio, “Dolce di Natale” al posto di Panettone e Pandoro.

La normativa del 2005 ha dunque messo ordine in un settore che rischiava di essere seriamente compromesso da alcuni produttori disonesti: questi, guidati da logiche meramente commerciali, avrebbero infatti potuto stravolgere la ricetta originale dei dolci, danneggiando così l’immagine dell’intero comparto dolciario. Definendo delle regole precise, la normativa ha dunque perseguito l’importante obiettivo di assicurare trasparenza e correttezza del mercato e, al contempo, di tutelare i consumatori, fornendo loro delle informazioni chiare e corrette.

Autore: Sonia Galardo

lunedì 10 ottobre 2011

C’E’ VINO E VINO: I VITICOLTORI RISPETTANO IL DIVIETO SUI PESTICIDI

“E’ rassicurante la qualità igienico-sanitaria dei vini prodotti in Italia ed anche di alcuni vini di importazione analizzati”. Così Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commenta i risultati delle analisi di laboratorio eseguite dalla organizzazione per il secondo anno consecutivo, nell’ambito del progetto “C’è vino e vino”.

"Il progetto -prosegue Dona- ha preso il via nel 2010 ed anche quest’anno è stato realizzato dalla nostra Unione con il contributo del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Obiettivo dichiarato quello di accertare la conformità di 127 tipi di vino presenti sul mercato, italiani e stranieri, in relazione ad alcuni parametri chimici di sicurezza”.

“I risultati dell’indagine effettuata nel 2010 avevano dimostrato una sostanziale rispondenza dei vini esaminati ai limiti di tolleranza indicati dalla normativa vigente. Nel frattempo -spiega il Segretario generale dell’UNC- è però intervenuta una normativa più restrittiva riguardante l’uso dei pesticidi in viticoltura: era dunque importante verificare la qualità e la sicurezza dei ‘nuovi’ vini in commercio”.

“A tal fine -spiega l’Avv. Dona- abbiamo compiuto una nuova indagine estendendo le analisi da 64 a 127 tipi di vino, tra i quali 9 di provenienza biologica e 10 di importazione da diversi Paesi del mondo, ma tutti con denominazione di origine”.

“Le indagini analitiche a carattere conoscitivo -continua Massimiliano Dona- sono state come sempre compiute su campioni acquistati in alcuni esercizi commerciali di Roma e sono state realizzate a seguito delle segnalazioni giunte alla nostra Associazione da consumatori che ci hanno manifestato dubbi e talvolta preoccupazioni, evidenziando peraltro un crescente interesse nei confronti dei vini di natura biologica".

“Nel dettaglio, su 127 campioni di vino controllati, soltanto 13 sono risultati positivi alla presenza di pesticidi e la concentrazione è comunque risultata nettamente inferiore a quella consentita dalla legge. A tal proposito -sottolinea Dona- è bene evidenziare il rispetto, da parte dei viticoltori, della nuova normativa: basti pensare che lo scorso anno ben 30 dei 64 campioni analizzati erano risultati positivi e 2 con concentrazione superiore ai limiti di legge”.

“Nessuna irregolarità -prosegue il Segretario generale dell’Unione Consumatori- è stata rilevata nelle presenze di ocratossina ed istamina, né in quella di piombo, rame e zinco, fatta eccezione per un campione che ha una concentrazione di rame superiore al limite previsto di 1 ppm (parte per miliardo). Viene infine fatto un uso corretto dei solfiti e comunque la loro presenza viene dichiarata in etichetta. L’unico neo -evidenzia Dona- è rappresentato da un vino ‘biologico’ che contiene piccole quantità di solfiti non dichiarati in etichetta: non si tratta però di un problema sanitario, quanto più di una frode per i consumatori”.

“Alla luce dei risultati ottenuti, viene confermato il quadro sostanzialmente rassicurante già emerso dalle analisi del 2010: un dato, questo, che permette di rivolgersi con fiducia all’alimento, a condizione che se ne faccia un uso moderato. Da parte nostra -conclude Dona- riteniamo necessario condurre nuove indagini in futuro, così da poter monitorare costantemente il mercato, potenziando la nostra attività di informazione ed educazione ai consumatori e al contempo valorizzando il ruolo delle loro denunce”.

lunedì 1 agosto 2011

COCA-COLA: SEMBRA UN’INTERVISTA…E’ PUBBLICITA’!

“Disgustosa la foto di una bottiglia della ‘Coca Cola’ in un’intervista a Lorella Cuccarini”. La vede così Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC) che ha appena segnalato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato questo nuovo caso di pubblicità redazionale/occulta, veicolato dal settimanale “Donna moderna”, lo scorso 29 giugno.
Nell’articolo in questione, di cui non è ben chiara la natura (si tratta di una rubrica, un’intervista o una reclame?), la popolare presentatrice racconta la sua esperienza dietro i fornelli, corredata da ricetta finale e foto del piatto preparato. In primo piano, la regina della tavola è la nota bevanda con le bollicine.
“E’ un oltraggio all’intelligenza dei consumatori celare la vera e propria promozione di un prodotto dietro l’intervista ad un volto noto -afferma Dona- considerando anche che, se si trattasse di un messaggio pubblicitario, dovrebbe essere specificato a piè di pagina. Senza dimenticare -prosegue Dona- che la bibita in questione è ricca di zuccheri e calorie, per cui si dovrebbe sempre chiarire che è consigliabile consumarla solo occasionalmente”.
La nostra Unione Nazionale Consumatori ha segnalato il caso all’Antitrust e all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP).

venerdì 3 giugno 2011

ETICHETTATURA: SOSTEGNO ALL’INIZIATIVA DEL MINISTRO DELL’AGRICOLTURA

"E’ apprezzabile l'impegno del Ministro Francesco Saverio Romano nella direzione di accrescere e facilitare la leggibilità delle etichette alimentari". È quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando la presentazione, da parte del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, di un decreto che imporrà che le informazioni riguardanti la provenienza e l'origine di alcuni prodotti debbano avere dimensioni minime e debbano essere presentate nello stesso campo visivo, così da consentire la completa leggibilità da parte dei consumatori.
“Spesso i consumatori -prosegue Dona- denunciano di non riuscire a leggere i dati riportati in etichetta proprio a causa delle dimensioni troppo ridotte: tale limite è particolarmente avvertito in relazione alle indicazioni circa la provenienza del prodotto, informazione tenuta in grande considerazione anche a causa del diffondersi a livello internazionale delle emergenze e dei rischi per la salute dei consumatori”.
“L'obbligo di scrivere in etichetta informazioni più leggibili sulla provenienza riguarderà solo i prodotti per i quali l'obbligo è già vigente (olio d'oliva, carni bovine, pollame, miele, latte fresco e passata di pomodoro), ma va comunque considerato il rilevante impatto culturale sulla cittadinanza che spesso rinuncia alla lettura delle etichette perché troppo difficoltosa: c'è da sperare -conclude Dona- che con le nuove norme questo non accada più”.

lunedì 9 maggio 2011

COMUNICAZIONE: UN CONCORSO PER I MEDIA CHE PARLANO DI LATTE

“Latte, yogurt e formaggi sono alimenti fondamentali nella dieta degli italiani, per questo è necessario dare ai consumatori un’informazione chiara ed esaustiva sul settore”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando l’iniziativa del Premio Giornalistico “L’Attendibile”, promosso da Assolatte per stimolare il mondo della comunicazione ad approfondire i temi del settore latte e derivati con un’informazione semplice, corretta e super partes.

Il concorso è riservato a giornalisti, professionisti e pubblicisti che affronteranno materie relative all’industria lattiero casearia e alle sue produzioni, in articoli, inchieste e servizi diffusi tramite la stampa, le agenzie di stampa, la radio, la televisione e i nuovi media tra il 15 febbraio 2011 e il 15 novembre 2011.

“Un buon lavoro da parte dei media è imprescindibile se si vogliono consumatori più maturi -ricorda Dona- perché solo un cittadino ben informato è capace di scelte consapevoli e sa resistere alle lusinghe della pubblicità”.

venerdì 29 aprile 2011

LACTALIS-PARMALAT: PIU’ GARANZIE PER IL LATTE ITALIANO

“L’accordo politico sulla possibilità di acquisizione di Parmalat da parte del Gruppo francese Lactalis riguarda sicuramente l’alta finanza, ma non può ledere l’interesse dei consumatori”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), che prosegue: “Cosa cambierà con un’eventuale gestione francese per il gruppo Parmalat, che tramite vari stabilimenti diffusi sul territorio, fino ad oggi ha lavorato quasi esclusivamente latte prodotto in Italia?”

Secondo l’avvocato Dona la questione può così spiegarsi: “Il latte di importazione (incluse le spese di trasporto) costa meno di quello nazionale che però da maggiori garanzie di freschezza. Altri paesi europei (inclusa la Francia) hanno un eccesso di produzione che in qualche modo devono smaltire: per questo motivo importanti aziende lattiero casearie italiane sono state già acquisite da gruppi stranieri che, in pratica, producono alimenti che hanno un marchio italiano, ma che sono fatti con latte di importazione. (A parte ovviamente i prodotti tipici)”.

“Da un punto di vista igienico sanitario non esistono problemi -afferma Dona- la situazione, però, sta drammaticamente penalizzando le aziende zootecniche italiane che trovano come unico sbocco commerciale le produzioni tipiche e quelle aziende come la Parmalat che lavorano latte italiano. Se l’azienda, dunque, diventerà francese -continua il Segretario generale- verrà, probabilmente, aperta la porta al latte fresco transalpino mettendo in crisi gli allevamenti italiani (che si vedranno costretti a chiudere)”.

“La nostra Unione, quindi -conclude Dona- chiede al Governo chiarimenti in merito agli accordi sui futuri approvvigionamenti di latte da parte della nuova Parmalat e, inoltre, vorrebbe maggiori garanzie da Lactalis sul mantenimento e la valorizzazione della ricerca scientifica condotta dall’azienda italiana”.

venerdì 8 aprile 2011

UOVA DI PASQUA: ECCO QUANDO E COME ACQUISTARLE!

UOVA DI PASQUA: ECCO QUANDO E COME ACQUISTARLE!

"E' questo il momento giusto per comprare l'uovo di Pasqua". E' quanto afferma Massimiliano Dona, Segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori (UNC), che spiega: "Per risparmiare bisogna evitare l'acquisto dell'ultimo minuto quando i prezzi tendono ad aumentare: conviene, invece, muoversi per tempo, approfittando delle offerte della grande distribuzione o anche dei piccoli punti vendita, controllando però sempre con molta attenzione la data di scadenza".

"Per scegliere poi l'uovo di cioccolata -prosegue Dona- è fondamentale leggere l'etichetta, vera e propria carta d'identità del prodotto. Occhio allora alla dizione 'cioccolato puro' che è riservata a quello non contenente oli tropicali o altri grassi vegetali, ricordando che in caso contrario deve essere obbligatoriamente riportata la dicitura, ben visibile e chiaramente leggibile, 'contiene altri grassi vegetali oltre al burro di cacao' ".

"Se poi nella denominazione vengono usati aggettivi che danno al consumatore un'idea di maggiore qualità -continua Massimiliano Dona- le caratteristiche devono essere migliori: ad esempio, il cioccolato 'finissimo' o 'superiore' deve avere almeno il 43% di cacao (e non il 35%)".

"Esaminando le etichette -conclude il Segretario generale- si possono anche avere delle indicazioni utili sul prezzo adeguato del prodotto. Considerato che il contenuto in cacao della cioccolata è inferiore al 50% e valutati i costi di produzione, quelli per la confezione ed anche quelli della sorpresa, un prezzo ragionevole dovrebbe aggirarsi intorno ai 30-40 euro al Kg".

mercoledì 30 marzo 2011

Diffidiamo dal "magro e subito"!..

“Per dimagrire non bisogna avere fretta: è questa la prima regola, semplice ed economica, da seguire per perdere i chili di troppo e rimettersi in forma”. E’ quanto ricorda Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), invitando a diffidare dalle diete “strampalate” che, specie in questo periodo, impazzano sul web e primeggiano sulle copertine delle riviste vendute in edicola.

“Se si vuole davvero perdere peso ci si deve rivolgere ad esperti, evitando di abbandonarsi imprudentemente alla ‘dieta del momento’, magari frutto di improvvisati nutrizionisti o dietologi. Un errore comune -spiega Dona- è infatti proprio quello di credere che una dieta letta su una rivista o trovata su Internet possa fare al caso nostro. Bisognerebbe invece tener presente che ogni organismo ha le sue caratteristiche e le sue esigenze: proprio per questo, il regime alimentare andrebbe adeguato ai gusti ed ai bisogni di chi lo deve seguire”.

“In generale, si dovrebbe scegliere un’alimentazione varia, si dovrebbero limitare le dosi ed affiancare ad un corretto stile alimentare del sano movimento. Perché ciò che va davvero modificato -conclude Massimiliano Dona- non è il modo di mangiare in vista della 'prova costume', ma il nostro stile di vita di sempre!”

mercoledì 16 marzo 2011

BIBITE: UNC RICHIEDE CHIARIMENTI SULLA PRESENZA DI “CARAMELLO”

“Quali controlli vengono effettuati per verificare che nelle bibite commercializzate sul mercato non vi sia più di un ‘caramello’?” E’ quanto si chiede Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), annunciando di aver chiesto formalmente alle aziende produttrici di bevande dei chiarimenti al riguardo.

“Di recente -spiega Dona- l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha valutato la sicurezza dei quattro ‘caramelli’ utilizzati come coloranti nella produzione di bibite, definendo le dosi accettabili giornaliere di ognuno. Seppur la presenza contemporanea dei quattro ‘caramelli’ all’interno della stessa bevanda sembra essere probabile -prosegue il Segretario generale dell’UNC- nelle etichette dei vari prodotti commercializzati sul mercato si rinviene di norma la presenza di un solo caramello e talvolta non è neanche specificato di quale dei quattro ‘caramelli’ si tratti”.

“In questo modo -incalza Massimiliano Dona- il consumatore riceve un’informazione incompleta e non è messo nelle condizioni di valutare se la sostanza è presente nella bibita entro i limiti stabiliti. Per questo abbiamo chiesto formalmente alle aziende del settore di fornire informazioni sulle attività di controllo che svolgono per verificare la presenza contemporanea di più ‘caramelli’ e di effettuare una stima della dose accettabile giornaliera di questo colorante fornita con il consumo di bibite”.

“La nostra segnalazione -conclude Massimiliano Dona- è stata inviata anche all’Assobibe (Associazione Italiana tra gli Industriali delle Bevande Analcooliche) perché trasmetta questa richiesta alle altre aziende potenzialmente interessate e perché, in qualità di associazione rappresentativa degli interessi della categoria, si faccia promotrice di iniziative idonee a dissipare le preoccupazioni dei consumatori”.

sabato 31 luglio 2010

News SICUREZZA ALIMENTARE. Ricotta rossa ad Olbia, Adoc chiede tracciabilità e sanzioni più forti

News SICUREZZA ALIMENTARE. Ricotta rossa ad Olbia, Adoc chiede tracciabilità e sanzioni più forti

Mozzarella blu o ricotta rossa? Purtroppo non siamo nel ristorante di Arlecchino, ma nella realtà. Nella realtà dei supermercati e degli alimentari italiani. Dopo lo scandalo delle mozzarelle blu oggi ne arriva un altro: quello della ricotta rossa scoperta da una signora di Olbia che ha subito chiamato i Nas di Sassari. Il prodotto non risultava scaduto, ma una volta aperta la confezione, presentava un colore tra il rosa e il rosso tenue.

I Nas hanno provveduto a sequestrare in quel market tutte le confezioni di ricotta (qualche unità) di quella stessa marca, tipo e lotto. Il maresciallo dei Carabinieri ha annunciato che i sequestri non riguarderanno solo le confezioni presenti sugli scaffali del market sardo: verrà bloccato il lotto incriminato su tutto il territorio nazionale. L'azienda produttrice non è sarda, ma è del Nord e per questo si è avvertito anche il nucleo Nas competente affinché proceda ai dovuti accertamenti sul caseificio e sui depositi. Le confezioni sequestrate saranno sottoposte ad analisi e per i risultati bisognerà attendere almeno un paio di giorni.

L'Adoc chiede la tracciabilità su tutti i prodotti alimentari e l'inasprimento di sanzioni e pene. "Dopo il nuovo caso della ricotta rossa scoperta ad Olbia chiediamo che venga emanata una legge che preveda la tracciabilità di tutti i prodotti alimentari immessi in commercio - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - con l'indicazione obbligatoria dell'origine in etichetta. La tracciabilità è uno strumento essenziale per la lotta alle frodi alimentari ed è un mezzo fondamentale per la tutela e il rilancio del Made in Italy e dei prodotti di qualità. Inoltre, chiediamo l'inasprimento delle sanzioni e delle pene per chi è responsabile di frodi e alterazioni di alimenti".

2010 - redattore: GA

mercoledì 26 maggio 2010

BARILLA: quale reputazione?

Non a caso l'Unione naz. cons. nacque con problemi di qualità della pasta...

"Cosa significa per un'impresa commerciale, nel moderno mercato, avere un reputazione vincente?" È quanto si chiede Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando la notizia diffusa dalla rivista Forbes, secondo la quale Barilla sarebbe al diciannovesimo posto (prima tra le italiane) rispetto alle seicento aziende più importanti per fatturato.

Riflettendo sul fatto che i dati sono stati ottenuti attraverso la consultazione dei consumatori in 24 paesi, Dona si interroga sui meccanismi di tali valutazioni: "temo che si debba segnalare un marcato disallineamento tra queste opinioni, sbandierate come spot di eccellenza, ed il sentimento reale dei consumatori, per i quali un'azienda va giudicata non solo per la notorietà del brand o la leadership di mercato: conta piuttosto la sua correttezza relativamente al prezzo e la trasparenza delle sue etichette".

Riferendosi in particolare all'opinione che di Barilla sembrano avere i consumatori italiani, l'avv. Dona ricorda che “non possiamo celebrare la reputazione di un'azienda che è stata condannata dall'Autorità Antitrust per aver partecipato, con contributo rilevante, al cartello anticoncorrenziale che ha artificiosamente tenuto alto il prezzo della pasta in danno dei consumatori o che, guardando all'etichettatura dei suoi prodotti, omette di indicare l’origine del grano, materia prima in buona parte di provenienza estera, informazione che gli acquirenti ritengono importante, ben al di là dello slogan 'dove c'è Barilla c'è casa' "

giovedì 20 maggio 2010

A SCUOLA DI SALUMI: i vincitori del concorso

“Sono Mattia Russo, dell’Istituto Comprensivo Dalla Chiesa di Prata di Principato Ultra (Prov. AV), Meng Yun Xia, della Scuola Media di Incisa Scapaccino (Prov. AT) e Anna Biondaro dell’Istituto Comprensivo di Montecchia di Crosara (Prov. VR) i vincitori del primo premio del Concorso ‘Pubblicitario per un giorno’, indetto e organizzato dall’Unione Nazionale Consumatori, che saranno premiati domani in Campidoglio”. E’ quanto si legge in una nota dell’associazione.

“Il concorso, rivolto agli studenti delle scuole medie inferiori di tutto il Paese e a cui hanno partecipato 658 alunni sparsi su tutto il territorio nazionale -dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC)- si è svolto nell’ambito di un progetto che la nostra Unione ha realizzato, con la collaborazione dell’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani e il contributo del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, per richiamare l’attenzione sulla tipicità e le qualità dei salumi DOP e IGP”.

“All’inizio dell’anno scolastico in corso sono state inviate alle 7010 scuole medie italiane numerose copie della pubblicazione ‘A scuola di salumi’, con l’intento di informare ed educare i giovani consumatori sulle innovazioni delle tecniche di trasformazione e di conservazione e sulle rigorose norme igienico-sanitarie nell’allevamento dei suini e nella produzione di salumi. Proprio a partire dai contenuti dell’opuscolo -spiega Dona- gli alunni sono stati invitati a partecipare al Concorso, ideando una campagna pubblicitaria che comunicasse al meglio le qualità dei salumi DOP e IGP”.

“Non ci stanchiamo di ripeterlo: i bambini di oggi saranno i consumatori del domani. Ed è per questo -conclude Dona- che una buona educazione alimentare deve iniziare proprio dalle scuole”.

lunedì 10 maggio 2010

CIBUS: salute dei consumatori davanti a tutto

"Cibo significa molte cose: sapori, tradizioni, benessere, convivialità. Ma al primo posto per i consumatori deve restare la sicurezza alimentare". E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), intervenuto all'inaugurazione di “Cibus”, la fiera dell'alimentazione e del cibo in corso a Parma.

La fiera si è aperta stamani con una conferenza organizzata dall'Efsa, Autorità europea per la sicurezza alimentare, alla presenza del Commissario Europeo ai consumatori, il maltese John Dalli e del Ministro della salute, Ferruccio Fazio.

"Condivido le parole del ministro Fazio -prosegue Dona- che ha dichiarato l'impegno per l'informazione dei consumatori ed in particolare la contrarietà del Governo al 'sistema semaforo' che vorrebbe distinguere gli alimenti tra buoni e cattivi. Sosterremo l'iniziativa del Codice alimentare, aspirazione che la nostra Unione sostiene da oltre trent'anni, ma che i consumatori attendono ancora nella speranza della necessaria semplificazione delle norme del diritto alimentare".

Massimiliano Dona, che ricopre l'incarico di rappresentante italiano nel Gruppo Consumatori Europeo (ECCG), ha concluso manifestando la disponibilità delle organizzazioni italiane di tutela dei consumatori a supportare il Commissario Dalli in un percorso che metta al primo posto nelle scelte politiche le risultanze scientifiche, così da assicurare ai cittadini le necessarie certezze in ordine alla sicurezza delle produzioni alimentari.

venerdì 26 marzo 2010

UOVA DI PASQUA: c’è crisi ma i prezzi salgono

Quale sarà la sorpresa che troveremo nell'uovo di Pasqua?

“I dati raccolti parlano chiaro: anche quest’anno le uova di Pasqua hanno fatto registrare dei notevoli rincari, nonostante la crisi”. È quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Secondo quanto rilevato -prosegue Dona- rispetto al 2009 i prezzi delle uova sono aumentati di una percentuale che oscilla fra il 4% e l’8%, tanto che un uovo fatto di ‘cioccolato comune’ può arrivare a costare 40 euro al kg. Se poi si passa alla dicitura ‘cioccolato finissimo’ o ‘extra’, i costi diventano ancor più inaccessibili, specie per tutte quelle che famiglie che stentano ad arrivare a fine mese”.

“Per risparmiare, bisogna allora evitare di acquistare all’ultimo minuto quando i prezzi tendono ad aumentare e si può approfittare delle offerte delle grandi catene di distribuzione o anche dei piccoli punti vendita, controllando però sempre con molta attenzione la data di scadenza. Ogni anno al termine delle festività pasquali si registra infatti una preoccupante percentuale di sprechi -conclude Dona. Tanto basta per capire che se l’acquisto non è ben ponderato, il salto dallo scaffale del supermercato al cassonetto dell’immondizia può essere molto breve”.

lunedì 15 febbraio 2010

TRENI: focus su puntualità, pulizia e ristorazione

“Appuntamento giovedì 18 febbraio a partire dalle ore 11 (Roma, P.zza San Giovanni in Laterano, 40) con l’incontro ‘Quali treni? Quale qualità?’, evento organizzato dall’Unione Nazionale Consumatori al fine di creare un’importante occasione di confronto sui limiti del servizio ferroviario italiano ed individuare le possibili strade da percorrere per superarli”. E’ quanto si legge in una nota della stessa Associazione.

“L’incontro focalizzerà l’attenzione su puntualità, ristorazione e pulizia dei treni. In questi ultimi tempi -spiega l’Unione- ci sono infatti pervenute numerose segnalazioni da parte di passeggeri che lamentano continui ritardi dei convogli ferroviari, seppur a fronte di un sostanziale aumento delle tariffe, scarsa pulizia, servizi igienici indecorosi e uno scadimento nella qualità del servizio di ristorazione”.

“La mattinata di lavori -conclude la nota- si aprirà con la presentazione di una video-inchiesta realizzata al fine di ascoltare dalla viva voce dei viaggiatori quali sono le maggiori criticità riscontrate nell’attuale servizio ferroviario. Al termine della proiezione avrà inizio la tavola rotonda moderata da Massimiliano Dona, Segretario generale della nostra Unione, cui prenderanno parte Mario Valducci, Presidente della IX Commissione Trasporti Poste e Telecomunicazioni alla Camera dei deputati, Luca Barbareschi, Vice Presidente della IX Commissione Trasporti Poste e Telecomunicazioni alla Camera dei deputati, Iacopo Berti, Direttore Sezione Agroalimentare e Trasporti all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Rossella Muroni, Direttore generale di Legambiente, Piero Ferrari, tecnologo alimentare e un rappresentante dei N.A.S., Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma”.