Decreto “salva Italia” promosso con riserva. Nella sua più recente versione, infatti, la manovra sembra più equa anche se lascia perplesso l’avvento delle accise sule sigarette e ci saremmo aspettati più di attenzione nei confronti di alcune liberalizzazioni, maggiori tagli sulla spesa. Bene, invece, nonostante i tentennamenti dell’ultimo momento, la stretta sulle rendite finanziarie, pensioni d’oro e super liquidazioni.
A destare preoccupazione sono però in particolare gli effetti che la manovra avrà sul ceto medio a basso reddito a causa dell’aumento della pressione fiscale che comporterà una consistente perdita del potere d’acquisto delle famiglie.
A riguardo il nostro consulente professor Giuseppe Di Taranto, ordinario presso la Facoltà di Economia della Luiss Guido Carli, condivide il timore che una manovra composta per oltre due terzi da nuovi introiti comporterà “un effetto depressivo sull’economia pari all’ammontare di quasi mezzo punto del Prodotto interno lordo. In particolare gli aumenti del prezzo dei carburanti e l’innalzamento dell’Iva in aggiunta alla reintroduzione dell’Ici e/o dell’Imu produrranno un aumento dell’inflazione di circa un punto e quindi un ulteriore ricaduta sui bilanci delle famiglie”.
Non convince, poi, la stretta sulle pensioni: ai trattamenti anticipati si potrà accedere solo con 42 anni e un mese di contribuzione per gli uomini e 41 anni e un mese per le donne (a prescindere da’età). Ed ancora: se l’uscita dal lavoro avviene prima dei 62 anni si applicheranno ulteriori penalizzazioni.
I consumatori apprezzano l’equità di interventi sulle fasce più ricche della popolazione: via libera a un tetto agli stipendi dei funzionari statali e dei manager delle società pubbliche non quotate; tuttavia rispetto alla prima versione del decreto è stata allentata la tassa su auto di lusso e barche, ma aumenteranno le sigarette.
Frenata sulle liberalizzazioni: cadranno le barriere degli orari di apertura per tutti gli esercizi commerciali (e non più soltanto per le città d’arte o turistiche) ma sono stati esclusi dalla deregulation i taxi. Per quanto riguarda il settore farmaceutico (potranno essere vendute in parafarmacia solo le medicine senza ricetta medica e saranno l’Aifa e il Ministero della Salute ad individuare un elenco dei farmaci di Fascia C non prescrivibili) il giudizio è sospeso in attesa di capire se la liberalizzazione sarà in effetti più ponderata o se, in fase di esecuzione, questa sarà definitivamente insabbiata.
Autore: Unione Nazionale Consumatori
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giovedì 15 dicembre 2011
mercoledì 16 marzo 2011
L'UNIONE FESTEGGIA L'UNITA'
“Ci vuole più Unione!” è lo slogan che accompagna da sempre la nostra associazione, facendo riferimento al suo nome.
Il tema dell’unione torna d’attualità in questi giorni poiché tra due settimane si festeggia l’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia, un evento che ha segnato la storia del Paese e che anche noi, nella veste di rappresentanti dei consumatori, non vogliamo trascurare. Nata nel 1955, la nostra Unione ha vissuto oltre un terzo di questo secolo e mezzo di cambiamenti, conflitti, conquiste ed anche la nostra opera nelle battaglia per i diritti dei consumatori ha forse contribuito a fare degli italiani cittadini più consapevoli: per questo motivo, ci sentiamo in dovere di festeggiare lanciando una serie di iniziative dedicate al consumo italiano!
Sulla home page del sito www.consumatori.it un banner ricorda il legame tra l’associazione, la bandiera italiana e tutto ciò che essa rappresenta. Inoltre,nei mesi di Marzo ed Aprile regaleremo a quanti ne faranno richiesta l’opuscolo “Meglio gli alimenti italiani” per ricordare, qualora ce ne fosse bisogno, l’alto valore dei prodotti “made in italy”. Sono previste anche iniziative in piazza tutte ispirate al tricolore: il calendario sarà presto disponibile su www.consumatori.it.
La strada da fare per raggiungere gli standard fissati dall’Europa, insomma, sembra essere ancora parecchia… e in salita
Massimiliano Dona
2 marzo 2011
Il tema dell’unione torna d’attualità in questi giorni poiché tra due settimane si festeggia l’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia, un evento che ha segnato la storia del Paese e che anche noi, nella veste di rappresentanti dei consumatori, non vogliamo trascurare. Nata nel 1955, la nostra Unione ha vissuto oltre un terzo di questo secolo e mezzo di cambiamenti, conflitti, conquiste ed anche la nostra opera nelle battaglia per i diritti dei consumatori ha forse contribuito a fare degli italiani cittadini più consapevoli: per questo motivo, ci sentiamo in dovere di festeggiare lanciando una serie di iniziative dedicate al consumo italiano!
Sulla home page del sito www.consumatori.it un banner ricorda il legame tra l’associazione, la bandiera italiana e tutto ciò che essa rappresenta. Inoltre,nei mesi di Marzo ed Aprile regaleremo a quanti ne faranno richiesta l’opuscolo “Meglio gli alimenti italiani” per ricordare, qualora ce ne fosse bisogno, l’alto valore dei prodotti “made in italy”. Sono previste anche iniziative in piazza tutte ispirate al tricolore: il calendario sarà presto disponibile su www.consumatori.it.
La strada da fare per raggiungere gli standard fissati dall’Europa, insomma, sembra essere ancora parecchia… e in salita
Massimiliano Dona
2 marzo 2011
giovedì 24 giugno 2010
ADDIO AD UN CARO AMICO PREZIOSO PER TUTTI
addio ad Emanuele Piccari
“Un vuoto incolmabile”, sono le parole di Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC) di fronte alla notizia della improvvisa scomparsa di Emanuele Piccari, storico dirigente dell’Unione Consumatori e responsabile dei notiziari dell’associazione fin dal lontano 1981.
“Era conosciuto ed apprezzato da tutti -prosegue Dona- per la sua enciclopedica conoscenza del mondo dei consumi ed era tuttora una risorsa ineguagliabile all’interno della redazione della nostra associazione”.
“Emanuele -ricorda Dona- era per carattere schivo, ma sempre disponibile quando qualcuno cercava il suo aiuto, fosse stato un giornalista, un nostro associato o anche solo i colleghi più giovani che avevano saputo apprezzarne la profonda cultura unita ad uno ineguagliabile stile comunicativo”.
“Non posso dimenticarlo al fianco di mio padre Vincenzo Dona nelle loro interminabili riunioni ad interrogarsi sul presente dei consumatori e sul futuro della nostra società. Mi è solo di piccola consolazione immaginarli da oggi di nuovo insieme. Tutta l’Unione -conclude Dona- si stringe attorno al dolore della famiglia e del figlio Paolo Piccari, tra i dirigenti dell’associazione, ai quali vanno le nostre più sentite condoglianze.”
“Un vuoto incolmabile”, sono le parole di Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC) di fronte alla notizia della improvvisa scomparsa di Emanuele Piccari, storico dirigente dell’Unione Consumatori e responsabile dei notiziari dell’associazione fin dal lontano 1981.
“Era conosciuto ed apprezzato da tutti -prosegue Dona- per la sua enciclopedica conoscenza del mondo dei consumi ed era tuttora una risorsa ineguagliabile all’interno della redazione della nostra associazione”.
“Emanuele -ricorda Dona- era per carattere schivo, ma sempre disponibile quando qualcuno cercava il suo aiuto, fosse stato un giornalista, un nostro associato o anche solo i colleghi più giovani che avevano saputo apprezzarne la profonda cultura unita ad uno ineguagliabile stile comunicativo”.
“Non posso dimenticarlo al fianco di mio padre Vincenzo Dona nelle loro interminabili riunioni ad interrogarsi sul presente dei consumatori e sul futuro della nostra società. Mi è solo di piccola consolazione immaginarli da oggi di nuovo insieme. Tutta l’Unione -conclude Dona- si stringe attorno al dolore della famiglia e del figlio Paolo Piccari, tra i dirigenti dell’associazione, ai quali vanno le nostre più sentite condoglianze.”
mercoledì 14 aprile 2010
Cara Banca ma quanto mi costi
PAROLE SANTE!
Secondo quanto emerso da recenti indagini, la media di spesa a fine anno per un conto corrente è di circa 280 euro se non si va in rosso e di 340,34 euro se invece si sconfina. Quello che incide di più su queste cifre sono i costi di gestione e quelli di operatività; vale a dire le commissioni classiche come il prelievo bancomat su banca diversa dalla propria e il canone annuo, ma anche spese meno ricorrenti come i bonifici per cassa allo sportello o il pagamento delle bollette.
Le eccessive spese di gestione, di liquidazione, le valute sui bonifici, la disponibilità sui versamenti, sono tutte problematiche per le quali – molto spesso – si è dovuto attendere l'emanazione di una legge o di una disposizione della Banca d'Italia per regolamentarle.
In passato si è ritenuto che la concorrenza potesse servire da stimolo per un miglioramento delle condizioni generali del rapporto, ma dopo qualche anno ci si è resi conto che i risultati non sono stati incoraggianti e che le banche praticano più o meno tutte le medesime condizioni.
Mi riesce difficile fare un altro atto di fede e confidare che la ‘liberalizzazione’ dei conti possa aiutare a migliorare la situazione. Anzi, l’utilizzo del nuovo conto riservato agli acquisti presso “il gestore” ed alle sue offerte può aprire scenari simili all’uso delle carte revolving con un preoccupante incremento del sovra indebitamento. Il rischio è che possa diventare uno strumento di gestione perverso nelle mani dell’impresa.
Temo, inoltre, che l'entrata sul mercato di altri soggetti - peraltro impreparati o scarsamente attrezzati - possa creare ulteriori pasticci. Si parla molto di servizi bancari presso la Grande distribuzione. Ma questi prodotti non possono finire sugli scaffali: si corre il rischio che i cittadini affrontino il rapporto bancario trasferito al supermercato con un approccio viziato da troppa superficialità.
Autore: Avv. Massimiliano Dona
Data: aprile 2010
Secondo quanto emerso da recenti indagini, la media di spesa a fine anno per un conto corrente è di circa 280 euro se non si va in rosso e di 340,34 euro se invece si sconfina. Quello che incide di più su queste cifre sono i costi di gestione e quelli di operatività; vale a dire le commissioni classiche come il prelievo bancomat su banca diversa dalla propria e il canone annuo, ma anche spese meno ricorrenti come i bonifici per cassa allo sportello o il pagamento delle bollette.
Le eccessive spese di gestione, di liquidazione, le valute sui bonifici, la disponibilità sui versamenti, sono tutte problematiche per le quali – molto spesso – si è dovuto attendere l'emanazione di una legge o di una disposizione della Banca d'Italia per regolamentarle.
In passato si è ritenuto che la concorrenza potesse servire da stimolo per un miglioramento delle condizioni generali del rapporto, ma dopo qualche anno ci si è resi conto che i risultati non sono stati incoraggianti e che le banche praticano più o meno tutte le medesime condizioni.
Mi riesce difficile fare un altro atto di fede e confidare che la ‘liberalizzazione’ dei conti possa aiutare a migliorare la situazione. Anzi, l’utilizzo del nuovo conto riservato agli acquisti presso “il gestore” ed alle sue offerte può aprire scenari simili all’uso delle carte revolving con un preoccupante incremento del sovra indebitamento. Il rischio è che possa diventare uno strumento di gestione perverso nelle mani dell’impresa.
Temo, inoltre, che l'entrata sul mercato di altri soggetti - peraltro impreparati o scarsamente attrezzati - possa creare ulteriori pasticci. Si parla molto di servizi bancari presso la Grande distribuzione. Ma questi prodotti non possono finire sugli scaffali: si corre il rischio che i cittadini affrontino il rapporto bancario trasferito al supermercato con un approccio viziato da troppa superficialità.
Autore: Avv. Massimiliano Dona
Data: aprile 2010
lunedì 5 maggio 2008
Ricordiamo cosa aveva scritto il nostro Segretario Generale a suo tempo!
L’inizio di questo mese di maggio verrà ricordato.
Il 2 maggio, infatti, dopo una estenuante trattativa tra le sedici associazioni
nazionali di consumatori e le rappresentanze delle imprese bancarie, è stato
sottoscritto l’accordo sulle penali di estinzione dei mutui.
Non un protocollo “privato”, come i molti già siglati in passato, ma un accordo
cui la legge riconosce efficacia erga omnes, cioè vincolante per tutti i rapporti,
una sorta di contrattazione
collettiva affidata, per la prima volta, alle Associazioni di consumatori.
Un momento storico per la sua rilevanza, ma anche perchè accompagnato da
una circostanza inusuale: la sottoscrizione unanime di tutte le Associazioni di
consumatori senza le fratture che in passato avevano contrapposto le une alle
altre, impoverendo il potere contrattuale del movimento e la sua immagine.
E’ forse ancora presto per celebrare un nuovo approccio da parte del
Legislatore ed un nuovo stile da parte dei rappresentanti dei consumatori, ma
forse si può provare a guardare lontano.
Ad un sistema nel quale la legge, riconoscendo alle Associazioni di
consumatori un ruolo di pubblica rilevanza nella contrattazione con le
controparti professionali, accompagni questi nuovi compiti con forme di
sostegno in favore delle formazioni sociali realmente rappresentative degli
interessi dei cittadini.
Ad un sistema nel quale, da parte loro, le Associazioni di consumatori sappiano
farsi carico delle nuove responsabilità abbandonando la via del consumerismo
“guidato” e della contrapposizione ad ogni costo.
Per troppo tempo, dobbiamo riconoscerlo, qualche nostra consorella ha
creduto di trovare una legittimazione nell’oltranzismo, nello scontro (anche
intestino al movimento), nel portare il vessillo della radicaliltà intesa come un
fine, invece che come mezzo per elevare realmente la tutela riconosciuta ai
cittadini.
Le Associazioni di consumatori italiane possono (e devono) dimostrarsi capaci
di dialogare, di proporre, di costruire, senza indugiare ad opposizioni
irragionevoli e strumentali.
Credo che la recente esperienza lo abbia spiegato irrevocabilmente: solo
facendo fronte comune è possibile contrapporsi alla prepotenza di certe
lobbies.
Quel giorno si è giocata una partita di gran lunga più importante di quanto si
possa pensare.
Era il 2 maggio: il giorno dopo quello dedicato ai lavoratori, ecco sorgere quello
dei consumatori. Più solidali e più forti.
L'EDITORIALE
di Massimiliano Dona
direttore.lescelte@consumatori.it
QUELLO STORICO INIZIO DI
MAGGIO
Le scelte del consumatore, mensile UNC - Editoriale Pagina 1 di 1
http://www.consumatori.it/rivista/articoli/riv_166/editoriale_166.htm 09/06/2007
Il 2 maggio, infatti, dopo una estenuante trattativa tra le sedici associazioni
nazionali di consumatori e le rappresentanze delle imprese bancarie, è stato
sottoscritto l’accordo sulle penali di estinzione dei mutui.
Non un protocollo “privato”, come i molti già siglati in passato, ma un accordo
cui la legge riconosce efficacia erga omnes, cioè vincolante per tutti i rapporti,
una sorta di contrattazione
collettiva affidata, per la prima volta, alle Associazioni di consumatori.
Un momento storico per la sua rilevanza, ma anche perchè accompagnato da
una circostanza inusuale: la sottoscrizione unanime di tutte le Associazioni di
consumatori senza le fratture che in passato avevano contrapposto le une alle
altre, impoverendo il potere contrattuale del movimento e la sua immagine.
E’ forse ancora presto per celebrare un nuovo approccio da parte del
Legislatore ed un nuovo stile da parte dei rappresentanti dei consumatori, ma
forse si può provare a guardare lontano.
Ad un sistema nel quale la legge, riconoscendo alle Associazioni di
consumatori un ruolo di pubblica rilevanza nella contrattazione con le
controparti professionali, accompagni questi nuovi compiti con forme di
sostegno in favore delle formazioni sociali realmente rappresentative degli
interessi dei cittadini.
Ad un sistema nel quale, da parte loro, le Associazioni di consumatori sappiano
farsi carico delle nuove responsabilità abbandonando la via del consumerismo
“guidato” e della contrapposizione ad ogni costo.
Per troppo tempo, dobbiamo riconoscerlo, qualche nostra consorella ha
creduto di trovare una legittimazione nell’oltranzismo, nello scontro (anche
intestino al movimento), nel portare il vessillo della radicaliltà intesa come un
fine, invece che come mezzo per elevare realmente la tutela riconosciuta ai
cittadini.
Le Associazioni di consumatori italiane possono (e devono) dimostrarsi capaci
di dialogare, di proporre, di costruire, senza indugiare ad opposizioni
irragionevoli e strumentali.
Credo che la recente esperienza lo abbia spiegato irrevocabilmente: solo
facendo fronte comune è possibile contrapporsi alla prepotenza di certe
lobbies.
Quel giorno si è giocata una partita di gran lunga più importante di quanto si
possa pensare.
Era il 2 maggio: il giorno dopo quello dedicato ai lavoratori, ecco sorgere quello
dei consumatori. Più solidali e più forti.
L'EDITORIALE
di Massimiliano Dona
direttore.lescelte@consumatori.it
QUELLO STORICO INIZIO DI
MAGGIO
Le scelte del consumatore, mensile UNC - Editoriale Pagina 1 di 1
http://www.consumatori.it/rivista/articoli/riv_166/editoriale_166.htm 09/06/2007
sabato 9 giugno 2007
Editoriale nazionale 1
L'EDITORIALEdi Massimiliano Dona
direttore.lescelte@consumatori.it
QUELLO STORICO INIZIO DI MAGGIO
L’inizio di questo mese di maggio verrà ricordato.Il 2 maggio, infatti, dopo una estenuante trattativa tra le sedici associazioni nazionali di consumatori e le rappresentanze delle imprese bancarie, è stato sottoscritto l’accordo sulle penali di estinzione dei mutui.Non un protocollo “privato”, come i molti già siglati in passato, ma un accordo cui la legge riconosce efficacia erga omnes, cioè vincolante per tutti i rapporti, una sorta di contrattazionecollettiva affidata, per la prima volta, alle Associazioni di consumatori. Un momento storico per la sua rilevanza, ma anche perchè accompagnato da una circostanza inusuale: la sottoscrizione unanime di tutte le Associazioni di consumatori senza le fratture che in passato avevano contrapposto le une alle altre, impoverendo il potere contrattuale del movimento e la sua immagine.E’ forse ancora presto per celebrare un nuovo approccio da parte del Legislatore ed un nuovo stile da parte dei rappresentanti dei consumatori, ma forse si può provare a guardare lontano.Ad un sistema nel quale la legge, riconoscendo alle Associazioni di consumatori un ruolo di pubblica rilevanza nella contrattazione con le controparti professionali, accompagni questi nuovi compiti con forme di sostegno in favore delle formazioni sociali realmente rappresentative degli interessi dei cittadini.Ad un sistema nel quale, da parte loro, le Associazioni di consumatori sappiano farsi carico delle nuove responsabilità abbandonando la via del consumerismo “guidato” e della contrapposizione ad ogni costo. Per troppo tempo, dobbiamo riconoscerlo, qualche nostra consorella ha creduto di trovare una legittimazione nell’oltranzismo, nello scontro (anche intestino al movimento), nel portare il vessillo della radicaliltà intesa come un fine, invece che come mezzo per elevare realmente la tutela riconosciuta ai cittadini.Le Associazioni di consumatori italiane possono (e devono) dimostrarsi capaci di dialogare, di proporre, di costruire, senza indugiare ad opposizioni irragionevoli e strumentali. Credo che la recente esperienza lo abbia spiegato irrevocabilmente: solo facendo fronte comune è possibile contrapporsi alla prepotenza di certe lobbies.Quel giorno si è giocata una partita di gran lunga più importante di quanto si possa pensare. Era il 2 maggio: il giorno dopo quello dedicato ai lavoratori, ecco sorgere quello dei consumatori. Più solidali e più forti.
direttore.lescelte@consumatori.it
QUELLO STORICO INIZIO DI MAGGIO
L’inizio di questo mese di maggio verrà ricordato.Il 2 maggio, infatti, dopo una estenuante trattativa tra le sedici associazioni nazionali di consumatori e le rappresentanze delle imprese bancarie, è stato sottoscritto l’accordo sulle penali di estinzione dei mutui.Non un protocollo “privato”, come i molti già siglati in passato, ma un accordo cui la legge riconosce efficacia erga omnes, cioè vincolante per tutti i rapporti, una sorta di contrattazionecollettiva affidata, per la prima volta, alle Associazioni di consumatori. Un momento storico per la sua rilevanza, ma anche perchè accompagnato da una circostanza inusuale: la sottoscrizione unanime di tutte le Associazioni di consumatori senza le fratture che in passato avevano contrapposto le une alle altre, impoverendo il potere contrattuale del movimento e la sua immagine.E’ forse ancora presto per celebrare un nuovo approccio da parte del Legislatore ed un nuovo stile da parte dei rappresentanti dei consumatori, ma forse si può provare a guardare lontano.Ad un sistema nel quale la legge, riconoscendo alle Associazioni di consumatori un ruolo di pubblica rilevanza nella contrattazione con le controparti professionali, accompagni questi nuovi compiti con forme di sostegno in favore delle formazioni sociali realmente rappresentative degli interessi dei cittadini.Ad un sistema nel quale, da parte loro, le Associazioni di consumatori sappiano farsi carico delle nuove responsabilità abbandonando la via del consumerismo “guidato” e della contrapposizione ad ogni costo. Per troppo tempo, dobbiamo riconoscerlo, qualche nostra consorella ha creduto di trovare una legittimazione nell’oltranzismo, nello scontro (anche intestino al movimento), nel portare il vessillo della radicaliltà intesa come un fine, invece che come mezzo per elevare realmente la tutela riconosciuta ai cittadini.Le Associazioni di consumatori italiane possono (e devono) dimostrarsi capaci di dialogare, di proporre, di costruire, senza indugiare ad opposizioni irragionevoli e strumentali. Credo che la recente esperienza lo abbia spiegato irrevocabilmente: solo facendo fronte comune è possibile contrapporsi alla prepotenza di certe lobbies.Quel giorno si è giocata una partita di gran lunga più importante di quanto si possa pensare. Era il 2 maggio: il giorno dopo quello dedicato ai lavoratori, ecco sorgere quello dei consumatori. Più solidali e più forti.
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