vuolsi così colà ove si puote, E più non dimandare!
“A Gianfranco hanno chiesto le spese di spedizione per un cellulare da mandare in assistenza, a Giuseppe hanno detto che per la lavatrice rotta doveva rivolgersi alla casa produttrice, Sara ha dovuto pagare il pezzo di ricambio della sua automobile in garanzia. E’ inammissibile che ad ormai otto anni dalla sua entrata in vigore la direttiva sulle garanzie post-vendita continui ad avere così scarsa applicazione”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC) e Rappresentante italiano dei consumatori italiani in Europa”.
“Le numerose segnalazioni che pervengono alla nostra Unione -spiega Dona- sono la triste dimostrazione di come il cliente non conosce a fondo i propri diritti e il venditore ne approfitta fingendo di non sapere quali sono le sue responsabilità”.
“Troppe volte -prosegue il Segretario generale- sentiamo di acquirenti che vengono ‘spediti’ dal produttore in caso di difetto del bene o a cui viene negata la garanzia post-vendita entro i due anni stabiliti dalla legge. E' bene allora ribadire che i consumatori hanno diritto ad una garanzia di 24 mesi, diritto che devono far rivalere sul venditore”.
giovedì 15 aprile 2010
mercoledì 14 aprile 2010
Cara Banca ma quanto mi costi
PAROLE SANTE!
Secondo quanto emerso da recenti indagini, la media di spesa a fine anno per un conto corrente è di circa 280 euro se non si va in rosso e di 340,34 euro se invece si sconfina. Quello che incide di più su queste cifre sono i costi di gestione e quelli di operatività; vale a dire le commissioni classiche come il prelievo bancomat su banca diversa dalla propria e il canone annuo, ma anche spese meno ricorrenti come i bonifici per cassa allo sportello o il pagamento delle bollette.
Le eccessive spese di gestione, di liquidazione, le valute sui bonifici, la disponibilità sui versamenti, sono tutte problematiche per le quali – molto spesso – si è dovuto attendere l'emanazione di una legge o di una disposizione della Banca d'Italia per regolamentarle.
In passato si è ritenuto che la concorrenza potesse servire da stimolo per un miglioramento delle condizioni generali del rapporto, ma dopo qualche anno ci si è resi conto che i risultati non sono stati incoraggianti e che le banche praticano più o meno tutte le medesime condizioni.
Mi riesce difficile fare un altro atto di fede e confidare che la ‘liberalizzazione’ dei conti possa aiutare a migliorare la situazione. Anzi, l’utilizzo del nuovo conto riservato agli acquisti presso “il gestore” ed alle sue offerte può aprire scenari simili all’uso delle carte revolving con un preoccupante incremento del sovra indebitamento. Il rischio è che possa diventare uno strumento di gestione perverso nelle mani dell’impresa.
Temo, inoltre, che l'entrata sul mercato di altri soggetti - peraltro impreparati o scarsamente attrezzati - possa creare ulteriori pasticci. Si parla molto di servizi bancari presso la Grande distribuzione. Ma questi prodotti non possono finire sugli scaffali: si corre il rischio che i cittadini affrontino il rapporto bancario trasferito al supermercato con un approccio viziato da troppa superficialità.
Autore: Avv. Massimiliano Dona
Data: aprile 2010
Secondo quanto emerso da recenti indagini, la media di spesa a fine anno per un conto corrente è di circa 280 euro se non si va in rosso e di 340,34 euro se invece si sconfina. Quello che incide di più su queste cifre sono i costi di gestione e quelli di operatività; vale a dire le commissioni classiche come il prelievo bancomat su banca diversa dalla propria e il canone annuo, ma anche spese meno ricorrenti come i bonifici per cassa allo sportello o il pagamento delle bollette.
Le eccessive spese di gestione, di liquidazione, le valute sui bonifici, la disponibilità sui versamenti, sono tutte problematiche per le quali – molto spesso – si è dovuto attendere l'emanazione di una legge o di una disposizione della Banca d'Italia per regolamentarle.
In passato si è ritenuto che la concorrenza potesse servire da stimolo per un miglioramento delle condizioni generali del rapporto, ma dopo qualche anno ci si è resi conto che i risultati non sono stati incoraggianti e che le banche praticano più o meno tutte le medesime condizioni.
Mi riesce difficile fare un altro atto di fede e confidare che la ‘liberalizzazione’ dei conti possa aiutare a migliorare la situazione. Anzi, l’utilizzo del nuovo conto riservato agli acquisti presso “il gestore” ed alle sue offerte può aprire scenari simili all’uso delle carte revolving con un preoccupante incremento del sovra indebitamento. Il rischio è che possa diventare uno strumento di gestione perverso nelle mani dell’impresa.
Temo, inoltre, che l'entrata sul mercato di altri soggetti - peraltro impreparati o scarsamente attrezzati - possa creare ulteriori pasticci. Si parla molto di servizi bancari presso la Grande distribuzione. Ma questi prodotti non possono finire sugli scaffali: si corre il rischio che i cittadini affrontino il rapporto bancario trasferito al supermercato con un approccio viziato da troppa superficialità.
Autore: Avv. Massimiliano Dona
Data: aprile 2010
venerdì 9 aprile 2010
CALO CONSUMI: intervenga il Governo
Le maschere si vendono per carnevale!....
“I dati diffusi dall’ISTAT confermano la gravità del calo dei consumi che a questo punto nessuno può più definire congiunturale, ma che ha evidenti cause strutturali“. E' quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC).
“La diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie di ben 2,6 punti percentuali tra il 2008 ed il 2009 -prosegue Dona - non poteva che riflettersi in una flessione dei consumi che nello stesso periodo sono calati dell’1,9%“.
“A preoccupare di più è ancora una volta il dato relativo ai beni alimentari: le vendite sono scese addirittura del 3,3% rispetto al 2008. Come avevamo già segnalato -ricorda il Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori- il cambiamento delle abitudini alimentari dei consumatori è allarmante. Anche a fronte di un potere d’acquisto ridotto, la lista della spesa è infatti l’ultima voce del bilancio familiare che in genere viene intaccata“.
“Di fronte a tale scenario, chiediamo un intervento immediato del Governo. I consumatori -conclude Dona- sono il volano dell’economia e, quindi, della ripresa. Senza misure a sostegno della domanda e della concorrenza non può esserci una vera ripresa economica“.
“I dati diffusi dall’ISTAT confermano la gravità del calo dei consumi che a questo punto nessuno può più definire congiunturale, ma che ha evidenti cause strutturali“. E' quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC).
“La diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie di ben 2,6 punti percentuali tra il 2008 ed il 2009 -prosegue Dona - non poteva che riflettersi in una flessione dei consumi che nello stesso periodo sono calati dell’1,9%“.
“A preoccupare di più è ancora una volta il dato relativo ai beni alimentari: le vendite sono scese addirittura del 3,3% rispetto al 2008. Come avevamo già segnalato -ricorda il Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori- il cambiamento delle abitudini alimentari dei consumatori è allarmante. Anche a fronte di un potere d’acquisto ridotto, la lista della spesa è infatti l’ultima voce del bilancio familiare che in genere viene intaccata“.
“Di fronte a tale scenario, chiediamo un intervento immediato del Governo. I consumatori -conclude Dona- sono il volano dell’economia e, quindi, della ripresa. Senza misure a sostegno della domanda e della concorrenza non può esserci una vera ripresa economica“.
venerdì 2 aprile 2010
STAMPA: arriva la “mordacchia”
eppur si move,,,
“Il Governo vuole mettere la ‘mordacchia’ alla stampa”. E’ quanto sostiene l’Unione Nazionale Consumatori (UNC), secondo la quale un decreto del 30 marzo scorso ha cancellato tutte le agevolazioni per la spedizione in abbonamento postale dei quotidiani e dei periodici. L’aumento secondo l’organizzazione di consumatori è scandaloso e supera il 230% costringendo molti periodici a chiudere o a ridurre drasticamente il numero di copie. E’ chiaro, conclude la nota, che si tratta di un attentato alla libertà di stampa tutelata dalla Costituzione.
“Il Governo vuole mettere la ‘mordacchia’ alla stampa”. E’ quanto sostiene l’Unione Nazionale Consumatori (UNC), secondo la quale un decreto del 30 marzo scorso ha cancellato tutte le agevolazioni per la spedizione in abbonamento postale dei quotidiani e dei periodici. L’aumento secondo l’organizzazione di consumatori è scandaloso e supera il 230% costringendo molti periodici a chiudere o a ridurre drasticamente il numero di copie. E’ chiaro, conclude la nota, che si tratta di un attentato alla libertà di stampa tutelata dalla Costituzione.
giovedì 1 aprile 2010
CARBURANTI: per ridurre i prezzi liberalizzazione totale
LA FAVOLA BELLA CHE IERI T'ILLUSE?...
“Se non si liberalizza totalmente il settore dei carburanti incentivando self e iperself, il problema dei prezzi alla pompa non sarà mai risolto”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC).
“Dall’inizio di gennaio ad oggi -continua Dona- il prezzo medio della benzina è aumentato di quasi 18 centesimi al litro, mentre nello stesso periodo, il prezzo del petrolio è rimasto pressoché costante”.
“Chiediamo al Ministero dello Sviluppo economico -conclude Dona- di intervenire urgentemente con le misure attese per evitare fenomeni speculativi”.
“Se non si liberalizza totalmente il settore dei carburanti incentivando self e iperself, il problema dei prezzi alla pompa non sarà mai risolto”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC).
“Dall’inizio di gennaio ad oggi -continua Dona- il prezzo medio della benzina è aumentato di quasi 18 centesimi al litro, mentre nello stesso periodo, il prezzo del petrolio è rimasto pressoché costante”.
“Chiediamo al Ministero dello Sviluppo economico -conclude Dona- di intervenire urgentemente con le misure attese per evitare fenomeni speculativi”.
mercoledì 31 marzo 2010
Eliminare la 1 Classe dagli Intercity
DA CREMONA POI NEPPURE PASSANO...(PER FORTUNA?...)
“Ci vuole un gran coraggio a far circolare carrozze di prima classe vecchie di quarant’anni, i cui scompartimenti sono privi di tavolini e prese elettriche. Sarebbe meglio a questo punto eliminare la prima classe dagli Intercity”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC).
“Evidentemente -conclude Dona- a Trenitalia non esistono mezze misure: o i Frecciarossa o le diligenze. Prima o poi il Governo dovrà affrontare seriamente il nodo delle Ferrovie, perché è giunto il tempo di voltare pagina”.
“Ci vuole un gran coraggio a far circolare carrozze di prima classe vecchie di quarant’anni, i cui scompartimenti sono privi di tavolini e prese elettriche. Sarebbe meglio a questo punto eliminare la prima classe dagli Intercity”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC).
“Evidentemente -conclude Dona- a Trenitalia non esistono mezze misure: o i Frecciarossa o le diligenze. Prima o poi il Governo dovrà affrontare seriamente il nodo delle Ferrovie, perché è giunto il tempo di voltare pagina”.
BENZINA E GASOLIO: i soliti aumenti di Pasqua
COME SORPRESA PASQUALE NON E' PROPRIO MOLTO ORIGINALE...
“Non si tratta di una speculazione solo strutturale, ma anche quantomeno sospetta nei tempi”. Queste le parole con le quali l’avvocato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commenta il recente aumento dei prezzi di benzina e gasolio.
“Guarda caso -incalza il Segretario generale- l’incremento con il quale la benzina è arrivata a quota 1,419 €/l e il gasolio a 1,249 €/l colpisce le tasche dei consumatori proprio alla vigilia della partenza per le festività pasquali, generando ancora una volta un aumento improvviso e ingiustificato ed evidenziando come l’andamento dei prezzi alla pompa non rispecchia le quotazioni internazionali del petrolio”.
“Mentre attendiamo che l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas si pronunci su eventuali aumenti del gas -conclude Dona- invitiamo gli automobilisti a fare benzina servendosi ai distributori indipendenti, quelli che non espongono i marchi delle grandi compagnie petrolifere e praticano sconti che fanno bene alla concorrenza”.
“Non si tratta di una speculazione solo strutturale, ma anche quantomeno sospetta nei tempi”. Queste le parole con le quali l’avvocato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commenta il recente aumento dei prezzi di benzina e gasolio.
“Guarda caso -incalza il Segretario generale- l’incremento con il quale la benzina è arrivata a quota 1,419 €/l e il gasolio a 1,249 €/l colpisce le tasche dei consumatori proprio alla vigilia della partenza per le festività pasquali, generando ancora una volta un aumento improvviso e ingiustificato ed evidenziando come l’andamento dei prezzi alla pompa non rispecchia le quotazioni internazionali del petrolio”.
“Mentre attendiamo che l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas si pronunci su eventuali aumenti del gas -conclude Dona- invitiamo gli automobilisti a fare benzina servendosi ai distributori indipendenti, quelli che non espongono i marchi delle grandi compagnie petrolifere e praticano sconti che fanno bene alla concorrenza”.
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